Lavorare in una capanna nelle Alpi

Entri a far parte di un mondo in contrasto con tutto ciò che solitamente ti circonda, quando tra tornanti, caratteristici paesini, boschi e rocce arrivi poi lì dove solo le tue gambe o una piccola funivia, ti possono portare. A 1777 m.s.l.m., nelle Alpi Lepontine (Canton Ticino, Svizzera), della Valle Onsernone, le mucche pascolano e lasciano torte nei prati, una fontana di pietra sgorga acqua fresca, un gatto si aggira a caccia di topi e un sentiero ti porta alla capanna Alpe Salei. Qui, per la seconda volta in meno di un mese ho trascorso qualche giorno accampata in una mansarda, lavorando come volontaria nella ristorazione di questa bellissima casa di pietre a secco.WP_20160718_18_36_48_Pro

21 posti letto per chi volesse trascorrere la notte in un luogo dove le stelle sono più vicine e luminose e dove il rumore delle strade non arriva. Immaginate la via lattea, immaginate il silenzio, immaginate la purezza dell’aria. Qui trovate tutto questo, assieme ad un pranzo, uno spuntino o una cena di risotto, pastasciutta, taglieri di salumi e formaggi del posto, insalate, dolci fatti in casa dalla ragazza che gestisce la capanna, accompagnati da buon vino o birra della valle (o bibite e acqua fresche), tea, caffè, latte caldo, Ovomaltine e buona compagnia.

I cani sono i benvenuti, i bambini possono scorazzare allegramente per il prato e la terrazza. Si può giocare a carte e ai vari giochi in scatola che i gestori hanno messo a disposizione. Da questa capanna partono vari sentieri che portano ad altri rifugi (gestiti e non) come la Capanna Arena o ad altre valli, o al Pizzo Zucchero dal quale la vista del lago Maggiore e delle montagne circostanti è spettacolare (dicono, io ancora non ho avuto modo di raggiungere quella cima, presa dal via vai di lavoro che in capanna non smette mai di esserci) o al laghetto Salei dove dopo una giornata di intenso lavoro sono andata a fare il bagno (attenzione alle zecche).

Lavorare in questa capanna è stato un’avventura. Ci si alza la mattina presto per sistemare e preparare le colazioni e non ci si ferma quasi mai, soprattutto nei periodi di maggior affluenza, fino a quando gli escursionisti di passaggio non sono andati a dormire. C’è da pulire i bagni e le sale, i tavoli della terrazza, c’è da rifornire la dispensa di bibite e varie altre cose, c’è da preparare le insalate, il risotto, la pasta, i taglieri, le torte, prendere le comande e portare, con il sorriso sempre sulle labbra, le varie ordinazioni ai clienti, che possono essere simpaticissimi o immusoniti e un po’ snob. C’è da spreparare le tavole e ripulirle, lavare piatti e bicchieri. Non esiste in pratica la pausa pranzo (si spilucca qua e là ogni tanto quando è possibile) e il solo momento nel quale finalmente ci si può concedere una tregua è dopo la cena dei clienti che si fermano a dormire, nella quale tutti insieme, gestori e aiutanti volontari, ci si siede a tavola per il pasto del giorno e per una birretta rilassante. Poi di nuovo, sparecchia, lava, sistema e fai in modo che la mattina dopo sia tutto pronto per ripartire. Si è in pochi a lavorare (al massimo, le volte in cui sono stata io, si era tra i 4 e i 7 personaggi), la cucina è piccola e muoversi se non ben organizzati diventa difficile o confuso, ma nonostante il lavoro sia davvero duro ed estenuante, incontrare gente da tutto il mondo (davvero da tutto il mondo, Stati Uniti e volontari dall’India compresi) è davvero appagante, la birra serale è davvero appagante, il sacco a pelo nel quale ti infili WP_20160721_2356infreddolito è davvero appagante, la prima colazione al sole del mattino (sempre dopo la colazione dei clienti) è davvero appagante, le giornate di pioggia quando pochi escursionisti si avventurano tra le montagne, sono davvero appaganti, pensare che si è riusciti a fare tutto questo, è davvero appagante. Il panorama è davvero appagante e le stelle la notte e il pensarsi piccola piccola sotto questo immenso cielo, su una montagna, è davvero spaventosamente, incredibilmente, sconcertantemente, splendidamente appagante.

La vita, se si vuole, è davvero appagante.

Peace and Love gente!

2 pensieri su “Lavorare in una capanna nelle Alpi

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