Non c’è salvezza..per chi legge Hemingway

Non c’è salvezza…

Qualche anno fa, su Facebook, postavo un pensiero che tuttora non è cambiato.

Ve lo ripropongo qui, su questo blog.

Il pensiero era questo:

Spesso mi sento dire che sono sempre in giro, che sulla soglia dei 30 dovrei aver già messo la testa a posto, che devo vedere e vivere la vita in maniera più responsabile e prudente, lavorare e mettere su casa, cercare l’equilibrio, la stabilità economica, pensare al futuro..voi non potete capire..a 14 anni ho scoperto Hamingway e Kerouac…non c’è via di salvezza.

 

Come si può vivere una vita normale dopo aver letto “Il vecchio e il mare”, oppure “Per chi suona la campana”, “Festa mobile”, “Di là dal fiume tra gli alberi”, “Avere e non avere”..libri nei quali compaiono citazioni come questa:

L’amore è l’amore e il divertimento è il divertimento. Ma c’è sempre un tale silenzio quando muore un pesciolino rosso. (Di là dal fiume tra gli alberi)

Come si fa ad essere normali e a vivere in pace dopo aver letto Kerouac con i suoi “Sulla strada”, “La città e la metropoli”.. “I vagabondi del Dharma”, i suoi diari..non si può..

Non si può lavorare e tornare a casa e ricominciare tutto da capo il giorno dopo, con la naturalezza del “tutto deve andare proprio così”, dopo aver letto frasi come:

Le università non sono altro che scuole di galateo per la non-identità middleclass che normalmente trova la sua migliore espressione fuori dell’università nelle schiere di ville da ricchi con prato e TV in ogni salotto dove tutti guardano la stessa cosa nello stesso momento. (I vagabondi del Dharma)

Che cos’è quella sensazione quando ci si allontana dalle persone e loro restano sulla pianura finché le si vede appena come macchioline che si disperdono?…È il mondo troppo vasto che ci sovrasta, ed è l’addio. Ma noi puntiamo avanti verso la prossima pazzesca avventura sotto i cieli. (Sulla strada)

Proprio non si può.

Non c’è salvezza per chi legge Hemingway e Kerouac.

 

 

 

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