I bunker sul Montello. Un itinerario che fa riflettere

Un mesetto fa ormai, la primavera stava sbocciando.

I primi caldi, le foglioline verde chiaro sui rami ancora semi spogli, i prati invasi dai denti di leone e dalle margherite..

Quale occasione migliore per andare a fare una passeggiata nel cosiddetto “Bosco dei Dogi” ossia il Montello?

Riguardanti questa collina trovate sicuramente moltissime informazioni nel web digitando semplicemente MONTELLO, PRESE DEL MONTELLO, PASSEGGIATE SUL MONTELLO ecc.

I siti dai quali ho preso spunto per la passeggiata sono stati questi: “Montello – il bosco dei dogi“, “Travel and Marvel” e “Magico Veneto“.

L’itinerario che ho scelto e ho percorso (e che vi ho già preparato nei link citati sopra) è stato quello dei bunker della prima guerra mondiale: una passeggiata nella storia e nella natura di un luogo che durante gli anni ’15-’18 ha vissuto momenti particolarmente intensi e non così belli.

Come al solito mi sono portata dietro la GoPro e la macchina fotografica che ho riesumato da uno scatolone e assieme alla mia compagna di avventure siamo andate in esplorazione di questi posti.

La cosa che mi ha fatta riflettere maggiormente è stata la consapevolezza che persone come noi, un centinaio di anni fa, in quei posti, freddo, vento o sole cocente, hanno combattuto, sono rimasti feriti, hanno sofferto, qualcuno magari, proprio in quei bunker, è morto. Persone che avrebbero voluto essere in un altro luogo, magari festeggiare il Natale con la famiglia, magari vedere i figli nascere e crescere e che invece sono rimasti lì, a proteggere il fronte e quelle famiglie che li aspettavano a casa.

La cosa ancora peggiore è che cose di questo genere, nel mondo, accadono tutt’ora, sotto ai nostri “occhi” e non ci rendiamo conto di quanto siamo fortunati a poterci svegliare la mattina presto e prepararci il caffè senza dover scappare, senza dover avere paura per i nostri cari o per noi stessi.

Ho pensato a queste cose.

I bunker sono li, nascosti nella vegetazione e sembrano così pacifici.

Poco più sotto scorre il fiume per me più bello del mondo, il Piave, anzi la Piave.

Azzurro, limpido, con i suoi ciottoli colorati o bianchi.

Ora.

In alcune epoche invece, le sue acque si sono colorate di rosso e probabilmente, sopra quei ciottoli, che in estate scottano piacevolmente sotto i nostri piedi, cadaveri di entrambe le fazioni venivano pianti in egual modo.

Torniamo a noi..

Godetevi la vita, godetevi le piccole cose che questa vi regala ogni giorno.

Peace and Love

 

Cuore di pietra: leggende e misteri di Venezia

Non so perché, non so come e non ricordo quando mi sia venuta in mente quest’idea malsana di andare in cerca di luoghi e leggende misteriosi di Venezia e raccontarveli.

La cosa mi gasa ad ogni modo un sacco e pur non sapendo come verrà strutturato il tutto, questo primo esperimento è stato l’interessante anticipazione di un’idea.

E così ve lo presento.

Questo video-esperimento è dedicato al cuore di pietra che si trova infisso sulla sommità dell’arco all’ingresso del basso sottoportego dei Preti in zona Castello, ovviamente a Venezia.

Un bel giorno di ferie ho preso il treno e arrivata in quello che per me è un posto nel quale mi sento più a casa di casa mia, mi sono messa alla ricerca del mattoncino rosso che alcuni dicono porti fortuna in amore.

Ora vi racconto la storia di quel cuore di pietra.

Si dice che una notte, Orio, un pescatore veneziano, avesse pescato nelle sue reti al largo di Malamocco, una sirena, Melusina. I due, dopo l’iniziale timore, passarono la notte a parlare e finirono con l’innamorarsi e si promisero di rincontrarsi ogni notte, a parte il sabato, sulla spiaggia vicina. Così fu, ma arrivata la notte del terzo sabato, Orio non resistette a non vedere la sua amata e si recò nel solito luogo. Qui non trovò Melusina. Al suo posto vide un’enorme serpe di mare. Era la sua amata, che per colpa di un maleficio, ogni sabato era costretta a trasformarsi in quel grande essere marino. Melusina rassicurò però Orio dicendogli che, se lui l’avesse sposata, sarebbe rimasta per sempre bella come l’aveva conosciuta. I due si unirono felicemente a nozze e in poco tempo ebbero tre figli. Un giorno però, Melusina si ammalò gravemente e in breve tempo lasciò il pescatore addolorato e solo con i figli.

Nonostante l’assenza della sua amata, Orio tornava ogni mattina da lavoro e trovava casa e bambini in ordine e puliti. Un sabato mattina però, rientrato a casa prima del solito, trovò in cucina un enorme serpente e preoccupato per l’incolumità dei suoi figli, senza pensarci un secondo, gli tagliò la testa. Da quel giorno però, casa e figli rimasero in disordine, così che il pescatore capì che il serpente al quale aveva mozzato la testa era in realtà Melusina.

E’ in ricordo di questa storia che il cuore di pietra è stato posto lì dove un tempo sorgeva la loro casa.

 

Ed ecco il video che ho creato a riguardo.

Se vi è piaciuto mettete un enorme like, grosso quanto quel cuore di pietra!

E’ un esperimento, quindi accetto qualsiasi tipo di critica (costruttiva si spera ;D)

 

 

 

 

Brent de l’Art: camminare nel tempo

Avevo i ramponcini e le idee chiare: Brent de l’Art!

Esiste un posto, dalle parti di Sant’Antonio di Tortal (Belluno), dove, quando il ghiaccio invernale lo consente, si può camminare nel tempo. Si può toccare la storia della terra, la magia dell’alchimia che in continuazione trasforma il mondo e scava, scava, scava.

Dico, si può camminare nel tempo, perché qui il tempo ci è passato e ha lasciato i suoi solchi nella roccia; un tempo chiamato  Art, che nel suo scorrere ha creato un canyon percorribile passeggiandoci a piedi, dall’interno, in inverno, quando l’acqua forma uno strato di ghiaccio abbastanza spesso da permettere di essere calpestato.

Avevo visto delle foto di Brent de l’Art e ne avevo sentito parlare spesso, così, con la mia compagna d’avventure, un amico munito di macchina fotografia e la mia GoPro H4S, ci siamo incamminati attraverso le gole tra le rocce, poggiando gli scarponi corredati di ramponcini su uno strato di ghiaccio che ci separava dal mondo dei pesci sotto di noi (potete vederli nel video che ho fatto!).

Tronchi ricoperti di ghiaccio, stalattiti di acqua gelata, cascatelle immobilizzate dall’inverno..l’avventura!

Insomma, se il ghiaccio tiene ancora (ma state molto attenti!), dovreste farci un salto.

Io credo ci tornerò in estate.

Un po’ di canyoning, che dite?

 

In caso aveste bisogno di informazioni più dettagliate, vi lascio qualche link ai quali ho fatto riferimento anche io. Buona avventura!!

Magico Veneto

Montagna Amica

Il Paletto

Tra i vigneti di Valdobbiadene e i palloncini dell’ADVAR

Eccomi qui a raccontarvi, per la categoria “Avventure del weekend“, cosa ho combinato lo scorso sabato/domenica e per invogliarvi a prendere la macchina, partire per le colline e immergervi tra i vigneti di Valdobbiadene e i palloncini dell’ADVAR, a Treviso, se mai voleste partecipare alla loro prossima marcia. Continua a leggere

“Expo – Una birra per tutti” e “San Donà Fumetto”: un weekend speciale!

Eccoci arrivati al primo post di “Avventure del weekend“. Lo scorso sabato e domenica, vi parlo quindi dell’8-9 Ottobre 2016, ho avuto l’occasione di partecipare a due iniziative davvero interessanti: “Expo – Una birra per tutti” e “San Donà Fumetto“. Continua a leggere

Avventure del weekend, la terza nuova categoria!

Un altro lunedì di lavoro si è appena concluso ed eccomi qui, a lavorare e scrivervi su karmapeyotes! Vi devo parlare di un’altra nuova categoria di questo blog: “Avventure del weekend“.

10492054156_9ad51e0c92_kCosa significa e cosa troverete sotto questa categoria?

Avventure del weekend” significa avere tutto il sabato e tutta la domenica libera dai doveri lavorativi; poter quindi dedicare più tempo all’esplorazione del territorio nel quale vivo, mostre, musei, eventi e quant’altro. Il tutto munita come sempre di videocamera, macchina fotografica, memoria cerebrale e tutto quello che serve per potervi raccontare cosa si può trovare in giro. Continua a leggere

Ecco dove passare una giornata passeggiando in relax immersi in panorami mozzafiato

Se avete una bella giornata a disposizione e volete godere di panorami meravigliosi e mozzafiato senza fare troppi sforzi, questo articolo farà al caso vostro.

Parlerò di una camminata ad anello tranquilla, immersi nella natura e nel silenzio e con una vista sulla pianura sottostante, davvero spettacolare.

Siete pronti? E allora partiamo!

La passeggiata in questione, è il Giro delle Malghe a Piancavallo. Continua a leggere

Ecco dove passare una giornata…medievale e magica!

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Quale appassionato di Harry Potter si lascerebbe scappare la possibilità di venir catapultati nel magico mondo di J.K.Rowling senza dover attraversare la Manica o l’oceano Atlantico? (gli americani sono famosi nel fare di tutto ciò che ha successo un business, quindi è ovvio che nonostante Harry Potter sia Inglese, l’America abbia già i suoi musei e attrazioni dedicati al maghetto con gli occhiali tondi).

Ebbene la mia famiglia ed io, sicuramente no!

D’altronde, ogni avventura, è ben accetta e il Castello di Zumelle gode di una buona reputazione negli ultimi tempi. Ero curiosa di dare un’occhiata di persona. La locandina dell’evento, inoltre, era davvero invitante e le pietanze servite alla taverna, descritte nel sito del castello, altrettanto. A me piace mangiare! 🙂 Continua a leggere

Palafitte, rospi e acque cristalline

La sera prima ad avverare un mio sogno che pensavo irrealizzabile: pogare ad un concerto dei The Rumjacks; la mattina dopo a passeggiare lungo le Risorgive del Livenza! Che posto meraviglioso, ma che dico, che figata di posto!

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Non sapevo che un fiume potesse assumere un colore così, tra l’azzurro cristallino e lo smeraldo. Si riusciva a vedere perfettamente nitido il fondale anche piuttosto profondo. Bollicine affioravano in superficie a segnalare appunto la risorgiva e i rospi, le piante, le costruzioni artistiche create con e in fusione alla natura, le montagne del gruppo del Cansiglio-Cavallo, rendevano tutto magico e perfetto per passare un sabato mattina di relax e scoperte.  Continua a leggere

Vagando per i Colli Euganei

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Santuario delle Sette Chiesette

La situazione era questa: la mia amata “Elefantino blu” del 2000 mi sta lentamente lasciando, i miei erano da mia sorella, quindi la macchina di mia mamma era libera..perchè non andare a fare una gita dove non sono mai stata?

Via sui Colli Euganei! Continua a leggere