Fallisci, rialzati e fallisci di nuovo

Eccomi pronta ad aggiornarvi sulla preparazione per il 3Cime Street Boulder Contest!

Gli allenamenti procedono bene, riesco a superare passaggi che una settimana fa sognavo solo di riuscire a fare.

Sono conscia di non arrivare alla finale tra i primi 150 (gli iscritti al momento sono intorno ai 160), ma per me è importante ugualmente partecipare.

E’ l’inizio di qualcosa che mi piace, che mi fa sentire bene, viva, presente.

E’ la mia meditazione quotidiana.

Ognuno ha la sua no? 🙂

Sento di essere fisicamente stanca dopo due settimane nelle quali sottopongo il mio corpo ad uno stile di vita differente e particolarmente movimentato, ma tutto questo mi rende felice ed orgogliosa e sotto sotto mi sento pure più in forma! Sto facendo qualcosa per me stessa, qualcosa che mi fa sentire me stessa.

Mi rende orgogliosa anche proprio l’essermi iscritta ad un contest. Io, che più sto nascosta tra la folla e meglio mi sento. Mi sto mettendo alla prova in qualcosa di enorme per me e chi mi conosce lo sa bene ahaha!

E’ un modo per crescere, per dimostrare a me stessa che posso fare cose che mai avrei pensato di poter fare.

Ho voglia di andare avanti, di uscire da questo guscio che mi ha protetta per tutti questi anni e che allo stesso tempo mi ha nascosta. Voglio uscire allo scoperto e fare qualcosa, vivere la mia vita e farlo appieno, mettendomi in gioco, fallendo e rialzandomi finchè non riuscirò ad arrivare dove i miei sogni portano.

E i miei sogni, ve lo assicuro, non sono poco avventurosi azz…

Ad ogni modo, tornando a noi..

Ho visto la mappa dei vari Street Boluder del contest in giro per San Candido e devo dire che ci sarà da divertirsi!

Ora non resta che continuare ad allenarsi, prepararsi per il campeggio, per l’Adventure Outdoor Fest…

…e sperare che non piova…troppo!

CON OGGI.. -3 AL CONTEST!!

 

Prima settimana di allenamento: andata!

-12 giorni al contest.

La prima settimana di allenamento: andata!

I due allenamenti al Boulder della palestra di arrampicata sono stati, diciamocelo, sconfortanti.

Le braccia e le mani reggono poco, le addominali e la muscolatura della schiena sono ancora deboli, le gambe e i piedi faccio fatica ad usarli come si dovrebbe: il risultato è che sono riuscita a lavorare quel poco sufficiente ad uscire sudata fradicia e con la pelle sbucciata.

Il che non è ad ogni modo poco.

Non mi aspettavo e continuo a non aspettarmi progressi ultra veloci, anzi, posso dire di essere contenta di quel poco che ho ottenuto per il momento.

La seconda volta in palestra, con un bel po’ di forza d’animo e sforzo sono riuscita a chiudere un percorso che la volta prima mi aveva rovinosamente fatta precipitare sul materassone dopo pochi movimenti.

Non mi sono allenata solamente in parete Boulder.

I giorni in cui non sono andata in palestra ho ricominciato a fare esercizi e stretching a casa (cosa di cui parlerò più nello specifico in un prossimo post).

Sto inoltre cercando di alimentarmi il più correttamente possibile e di idratarmi a dovere, essendo io una persona che solitamente beve poca acqua durante il giorno.

Oggi inizia la seconda settimana di allenamento!

Sono gasatissima e ottimista 😀

Partecipare a questo contest è molto importante per me, non tanto per il podio (cosa che so già non accadrà), quanto perché, come dicevo nel post precedente (che puoi trovare qui), è un bel trampolino di lancio personale, dopo tanto tempo di nulla-facenza, verso una me che in questi anni ho un po’ messo da parte.

 

[Il contest al quale parteciperò lo trovate a questo link: 3Cime Street Boulder Contest]

 

 

Dream hard, train harder

Ebbene sì, l’ho fatto!

Mi sono iscritta al 3Cime Street Boulder Contest!

Dopo un anno di fermo, ho rimesso ai piedi le scarpette di arrampicata ed il cuore ha ricominciato a battere così forte che mi sono detta: che figata, così posso spaccare il mondo!

L’universo alpino, della roccia, dei boschi, delle valli, è sempre stato un ambiente nel quale mi sono sentita a casa. A volte, però, si perdono le chiavi o le si dimentica da qualche parte, distratti da mille stimoli e pensieri. A volte si è costretti a stare via per un po’.

Iniziare ad arrampicare tre anni fa è stato aprirmi ad una parte di me che non conoscevo, che era latente e che scalpitava per uscire.

Arrampicare mi svuota la mente.

Il mettere a dura prova il mio fisico per raggiungere a mani nude un punto in alto in alto, che a stare a terra le cervicali soffrono nel guardarlo, mi da una soddisfazione, mi da quel brivido di felicità che riesce a darmi solo lo stare da sola, con me stessa, appesa ad una corda a 30 metri di altezza dal suolo, con le dita che fanno male, con i tendini ed i muscoli delle braccia che pregano che le mani trovino un appiglio non troppo faticoso, con il fiatone (perché sembra di no, però il fiatone ti viene anche arrampicando) ma senza nessun pensiero se non il momento presente.

Può essere da pazzi, ma per me questa è libertà.

Dopo un anno abbondante quindi ho riallacciato le scarpette, ho indossato di nuovo l’imbrago e mi sono detta, voglio fare qualcosa di più.

Il Bouldering o sassismo è una disciplina dell’arrampicata che “consiste nell’arrampicare (fino ad un massimo di circa 7-8 metri) per risolvere particolari sequenze di movimenti concatenati e dinamici, in genere pochi (8-10), ma estremamente difficoltosi” (tratto da Wikipedia).

Ecco, il bouldering non l’ho mai praticato se non come riscaldamento in palestra d’arrampicata prima di fare corda.

Eppure mi ha sempre affascinata (nonostante l’arrampicata su corda mi affascini di più).

Ci vuole potenza, ci vuole tecnica, ci vuole dinamica, ci vuole forza: in pratica, molto allenamento.

Perché non prendere il contest come trampolino di lancio super motivante ed accattivante per rimettermi in forma?

Inoltre, cosa non trascurabile, non ho mai partecipato a contest di nessun genere.

Ancora meglio quindi!

Tre sfide!

  1. partecipare per la prima volta in vita mia ad un contest
  2. ripartire da zero con l’arrampicata
  3. arrivare ad un livello di bouldering il più decente possibile per non fare grosse brutte figure al mio primo contest della vita!

Ieri, perciò, mi sono iscritta al 3Cime Street Boulder Contest e ho iniziato subito gli allenamenti!

Potrete seguire quest’avventura qui nel sito, ma anche su Facebook nella pagina Karmapeyotes e su Instagram!

 

 

 

Novità per Karmapeyotes!

Buongiorno Karmapeyotiani!

E’ vero sono stata un po’ assente qui nel blog, ma ho continuato a pubblicare foto e video sia sulla pagine Facebook ed Instagram, che nel canale YouTube!

Trovate tutto lì eheh!

Ad ogni modo ho intenzione di essere più presente qui sul blog nei prossimi mesi.

Ci sono tante novità in Karmapeyotes!

Una di queste è il nuovo logo!!

Eccolo qui, cosa ve ne pare?

 

Almeno un libro al mese: ESPERANZA di Alberto Fumagalli

Come ben sapete, tra le “111 avventure da fare prima di morire” ce n’è una quasi eterna con me stessa: leggere almeno un libro al mese, per tutti gli anni che verranno.

La lista dei libri letti da Settembre 2016, mese nel quale ho iniziato questa sfida, la potete trovare qui.

Tempo per leggere libri, nonostante tutti gli impegni, lo si può trovare.

Una paginetta mentre si è in treno o in autobus, mentre si aspetta il proprio turno alle poste, mentre l’acqua della pasta si scalda, prima di dormire, appena svegli; insomma, ognuno con i propri ritmi può dedicare alla lettura una piccola parte della sua giornata. Per iniziare possono bastare anche 5 minuti al giorno. Deve diventare un rito piacevole, una bella abitudine alla quale, col tempo, non saprete più fare a meno.

Leggendo si entra in mondi nuovi, si entra in contatto con il proprio inconscio. Attraverso la lettura diventiamo gli eroi di un romanzo, ma possiamo anche rispecchiarci negli antagonisti, o in qualche personaggio meno centrale.

Leggendo possiamo viaggiare assieme a chi ci racconta delle proprie avventure, possiamo fare esperienze che in questa vita reale non ci è dato sperimentare.

Leggere è bello.

Frase semplice, ma che contiene un universo di sfaccettature e riflessi, sfumature e sensazioni.

Io ho iniziato a leggere sul serio in terza elementare e il libro che mi è rimasto nel cuore fino da allora è “Rasmus e il Vagabondo” di Astrid Lindgren. Forse la mia passione per il viaggio, per il girovagare, il vagabondare con poco appresso è stata un po’ colpa di questa signora svedese che assieme alle avventure di Pippi Calzelunghe, ha segnato la mia infanzia e alimentato la mia assurda ricerca di avventure.

Torniamo ora al dunque.

Amo leggere e amo comprare libri. Il poco tempo mi rallenta ma non mi ferma.

In casa, fino a qualche giorno fa, avevo la bellezza di 15 libri ancora da leggere e la missione di non comprarne altri fino a quando tutti non sarebbero stati letti.

Missione fallita. No ho acquistati già altri 3. Uno mi è arrivato via posta giusto questa mattina.

Ho la mania, anche, di leggerne più di uno alla volta. Al momento ne ho in lettura 3.

Mi piace portarmeli appresso. I miei tesori, i miei forzieri di carta stampata da scoprire un po’ per volta.

Non è difficile, capite, farmi dei regali!

 

ESPERANZA

Arriviamo ora al motivo principale del post che vi sto scrivendo.

Questo febbraio 2017 sono riuscita a finire, non solo un libro, ma addirittura 3 e ne ho iniziato un quarto.

Vorrei dedicare un po’ di spazio al romanzo di Alberto Fumagalli, ESPERANZA.

A parte la mia grande passione per il libri, non riesco a leggere di tutto.

Faccio difficoltà a digerire la narrativa di autori di questo secolo e di buona parte dell’ultima metà del secolo scorso.

Mi piacciono Hemingway, Hesse, Kerouac, Chatwin, Bulgakov, Fante, giusto per fare dei nomi.

Ebbene ESPERANZA mi è piaciuto. Mi ha tenuta incollata alle sue pagine in maniera piacevole. La trama, lo stile, l’ambientazione, la psicologia dei personaggi, il messaggio..sono state tutte scoperte positive. Alberto Fumagalli sa scrivere in maniera accattivante ma sincera e mi ha piacevolmente stupita.

ESPERANZA è un romanzo di quelli che ti mettono in moto, ti fanno pensare e ti spronano ad agire, a non smettere di credere nei propri sogni. E’ un romanzo attuale, da leggere soppesando anche le più semplici frasi.

Il profumo di menta è la chiave.

Si parla di sogni, si parla di vita, si parla di affrontare con coraggio delle scelte e del non fossilizzarsi in una vita nella quale poi non ci si accorge più di niente, nella quale ci si circonda di nulla e di pensieri comuni.

Ho scoperto con questo libro, una persona che la pensa un po’ come me e che sta lavorando, sui e con i suoi sogni, affinché tutti non smettano di “scrivere sogni”. Scusate le bruttissime ripetizioni, ma ci stanno tutte.

Voglio chiudere il post citando alcune frasi, un paio delle mie preferite, di ESPERANZA.

“Nella vita ascoltate troppo cosa dovete fare, questo è il vostro problema. Che libri scriverete? Vi farete dare pure un titolo? Una storia? Magari modificherete pure il vostro nome.”

“E’ il movimento della nostra mente, dove stanno i sogni, quello che conta. La gente con tanti sogni spaventa chi è abituato o vuole stare fermo. Il movimento è tutto quello che noi facciamo per ottenere quello che vogliamo. Movimento è cambiamento, miglioramento…Muovere la nostra mente, da soli. Perché la vita è la nostra, e dobbiamo saperla cambiare, migliorarla, a volte.”

 

Peace and Love gente!

 

Passione per il nomadismo, l’avventura, la vita

La mia assenza non è giustificata. Non mi giustifico mai. Non voglio e non lo farò più. Non dovreste farlo nemmeno voi. Il mondo va a rotoli per troppe giustificazioni. Dite la verità e stop. Vi dirò la mia: non avevo voglia di scrivere. Non avevo voglia di mettermi a pensare a qualcosa che potesse interessare chi mi legge, uscendo però da quello che invece volevo veramente comunicare io. Non avevo voglia di dare informazioni, scrivere con un fine freddo per avere “mi piace” o visualizzazioni.

Da quando ho iniziato a scrivere su questo blog, ho preso seriamente tutta la questione. Mi sono messa a leggere articoli, libri di web marketing, mi sono iscritta alle newsletter di chi proponeva la soluzione per aumentare i follower a chi era poco seguito. Ho scoperto che dietro ad un blog di successo, molto spesso non c’è un lavoro di dedizione al contenuto, alla vita o a qualsiasi cosa si voglia scrivere in un blog qualsiasi. Dietro ad un blog di successo, molto spesso ci sono soldi. Strategie di mercato. Leccaculaggine. Ore ed ore passate a mettere likes ad altri blog, ad altre pagine, ad altre persone, con la speranza che queste facciano altrettanto. Oppure c’è chi paga “un qualcosa” che metta likes al posto suo, secondo schemi ed altre questioni di cui mi importa davvero poco. C’è chi compra i likes. Dietro ad un blog di successo molto spesso ci sono così tanti soldi, così tante cose sporche o poco autentiche e genuine, che più ne leggevo e più mi veniva a nausea continuare a scrivere. Si, volevo raggiungere un briciolo di successo anche io. Ci ho provato per un po’ di tempo a scrivere seguendo la SEO, seguendo qualche strategia di cui avevo letto ecc ecc ecc. Ma non ero disposta a inventarmi delle mail per accalappiare persone e assoggettarle psicologicamente a comprare un mio prodotto, per seguirmi od altro. Così ad un certo punto ho detto BASTA. Non era per questo che avevo iniziato a scrivere.

NAUSEA NAUSEA NAUSEA

L’ultimo articolo è di novembre. Riguarda il weekend a Lubiana. Poi non ho più scritto niente.

Avevo un po’ perso la strada, il sentiero sul quale mi ero incamminata con così tanta passione.

Questo blog non nasce come esigenza di diventare un punto informativo per chi viaggia e va in giro.

Questo blog è nato perché avevo voglia di mostrare le bellezze del mondo, della nostra piccola ma spettacolare Italia; avevo voglia di mostrare che stare a casa sul divano è un po’ morire, sprecare vita. Volevo proporre attività, gite, esperienze, ma non a scopo illustrativo, informativo ed altro, volevo passare la passione per il nomadismo. Volevo, VOGLIO passarvi la passione per il nomadismo, per l’avventura, per il mondo, per la vita!

Ed è questo che riprenderò a fare.

Basta articoli senza cuore, pieni di “fai questo, fai quello, fai quell’altro”.

D’ora in poi, scriverò quello che voglio e quando voglio e soprattutto SE LO VOGLIO.

La vostra Goldmund

Siate i capitani della vostra vita: portatela verso i vostri sogni

Questa mattina ho letto una citazione:

“Il successo è al 99% fallimento. Sei disposto ad accettarlo?”
– Soichiro Honda –

Le giornate autunnali rendono tutto più freddo e distaccato. Il calore estivo si disperde e tutto diventa più introspettivo. Continua a leggere

Vivere a 360° – Pranzo al Piave

Questa settimana non scriverò un articolo o un post lungo per la categoria “Vivere a 360°”. Pubblicherò solamente un vlog: il VLOG 7 – PRANZO AL PIAVE –

Lavoro come insegnante di sostegno nella scuola primaria (se volete qualche info in più su di me, leggete qui) e la mia mattinata di oggi è stata abbastanza intensa.

Come riequilibrare i miei livelli di serotonina e far partire alla grande il pomeriggio di “lavoro” sul blog?

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L’ABC di Treviso. Una passeggiata a cuore aperto.

Colgo al volo l’opportunità lanciata con il progetto #insiders di Silvia Ceriegi (Trippando) per scrivere “L’ABC di Treviso“. Sì, l’idea è esattamente quella di descrivere la propria città utilizzando come canovaccio le lettere dell’alfabeto.

Se volete potete partecipare anche voi all’iniziativa! Tante teste ed esperienze diverse, tanti luoghi da scoprire, un unico tema! Le “regole non regole” le potete trovare qui. Forza, fatevi avanti 😀 Continua a leggere