Chi sono

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Nata l’ultimo giorno d’autunno, instancabile avventuriera.

Da piccola andavo in giro con matita e blocchetto annotando i miei pensieri e le cose che osservavo; oppure mi si poteva vedere passeggiare per casa munita di musicassette nel quale, attraverso un microfono rosso, registravo tutto quello che mi veniva in mente.

Non stavo mai ferma e non mi stancavo mai. Avevo sempre qualche strana cosa da creare con forbici e colla e adoravo andare in bottega di mio papà a smontare autoradio e altri aggeggi per ricavarne pezzi che gli servivano per riparare gli apparecchi dei clienti. Non vedevo mai l’ora di andare a passeggiare nei boschi dove raccoglievo bastoni per farne archi e frecce.

Tutto per me è sempre dovuto essere Avventura.

Alla soglia dei trent’anni, mi riprendo in mano spolverando via dal cervello i paletti che molto spesso ci vengono imposti. Viaggio, dentro e fuori la mia città, frequento corsi sempre nuovi per scoprire cose che non so. Nel tempo libero progetto nuove avventure ed esperienze, scrivo, studio, suono, mi invento qualcosa da fare, creo.

Amo la montagna, ma anche il mare; amo passeggiare, amo testarmi su nuovi terreni. Amo passare le serate in compagnia, ma amo anche prendermi del tempo per me stessa ed isolami come un eremita.

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Il 2015 è stato un anno particolarmente importante per me, un anno nel quale ho deciso di prendere in mano la mia vita e di farne un capolavoro.

Ho deciso di seguire i miei sogni e le mie passioni.

Ho deciso di non lasciarmi inglobare in assurde convenzioni sociali.

Ho deciso di fare della mia vita qualcosa che mi piace.

Ho deciso di vivere, non di sopravvivere.

Da piccola non mi sono mai vista in un futuro sedentario, a collezionare cellulite e borse sotto gli occhi, ad invecchiare lentamente facendo ogni giorno più o meno le stesse cose, e vivendo più o meno intensamente solo durante le ferie, prendendo aerei (che poi odio volare!!) per accorciare tempi e condensando le mie passioni negli stanchi momenti liberi pre o post lavoro.

No, io da piccola volevo fare l’esploratrice!

Volevo vedere il mondo, conoscere tantissime persone, incontrare culture diverse da quella nella quale sono cresciuta e portare qualcosa di buono nell’universo, anche semplicemente un sorriso (che poi il sorriso è contagioso! Immaginate la catena di sorrisi che si può creare!!). Volevo vedere gli animali nei loro habitat naturali, dormire nelle abitazioni tipiche dei posti che avrei visitato e mangiare i loro piatti tradizionali, essere un po’ Tomb Rider e un po’ artista o vagabonda di strada e scrivere, condividere emozioni, sogni, vittorie, sconfitte e gli immensi cieli stellati. Fare, insomma, della mia vita, una di quelle biografie di persone che come dice Kerouac “bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d’artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!“.

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In realtà ho iniziato qualche anno fa a prendere in mano la mia vita e i miei sogni. Tutto è partito durante gli anni dell’università con le varie scorribande tipiche degli studenti squattrinati. Poi mi sono laureata e in quello stesso anno ho iniziato a lavorare come insegnante alle scuole primarie, passando per momenti particolarmente intensi, che mi hanno però segnata e insegnato molto, quando seguivo una bambina con seri problemi di autismo. L’anno dopo e per altri due anni ho ancora lavorato nelle scuole come insegnante ma ho per fortuna anche vissuto una vita non lavorativa che mi ha permesso di fare varie esperienze di viaggio e sportive. Ho iniziato a praticare l’arrampicata sportiva, ho fatto i miei primi giri, amatorialmente alpinistici, nelle Dolomiti (sia in estate che in inverno), sono stata 18 giorni a Berlino (visitando tutto quello che era possibile visitare, sia nella metropoli che fuori), precedentemente a Londra e a Parigi, poi in un monastero zen negli Appennini (esperienza che mi ha aperta ad un sacco di altri mondi), sono andata varie volte in Andalucia (terra che amo profondamente) girandola in vari modi, sono stata a Barcellona, incontrando una Spagna diversa; ho visto un po’ di Italia, sono tornata a Parigi, trovandola cambiata, sono partita da Treviso, con tre amici, in macchina, arrivando fino in Svezia e girando on the road tutta la Danimarca; ho incontrato persone simpatiche e altre meno simpatiche, ho perso amici ma ne ho scoperti e conosciuti di nuovi. Ho cambiato casa tre volte, arrivando al mio ottavo, quasi nono anno di vita fuori casa dei miei genitori; ho letto, studiato e sperimentato sulla mia pelle tante cose.

Poi è arrivato settembre 2015, quando ho deciso di lasciare il lavoro quasi sicuro per poter fare altre esperienze ed intraprendere il mio viaggio personale attraverso la vita (con ovviamente le preoccupazioni che potevo suscitare nei miei genitori che ad ogni modo mi hanno sempre sostenuta, credendo in me e nelle mie idee, nonostante non sempre fossero d’accordo). Ho così lavorato a voucher per una ditta di accessori per uomo, imparando ad intrecciare fili elastici in vari modi per creare cinture fatte a mano, esposte anche al Pitti di Firenze (piccolo orgoglio personale). Di recente ho invece lavorato in una capanna nelle Alpi svizzere (Lavorare in una capanna nelle Alpi) come volontaria nella ristorazione e non solo.

In questo momento (settembre 2016) sono tornata a lavorare nelle scuole come insegnante di sostegno.

Inizialmente vedevo la ripresa di questo lavoro come una sconfitta personale, un aver fatto passi indietro rispetto a ciò in cui credo, ma alla fine non è così. Ho questo lavoro, che mi permette di avere del tempo (è vero, non tanto, perché la scuola, sebbene così non sembri, è un lavoro a tempo pieno che ti occupa spesso anche nei weekend) e dei soldi per accrescere le mie competenze in ambiti che, sono sicura, presto mi porteranno a fare davvero quello che sogno.

Ho molti progetti per la testa. Ho molti sogni nel cassetto che stanno lì, pronti per essere realizzati.

Insomma, la mia vita adesso è piena o per lo meno cerco di viverla il più intensamente possibile, tra i normalissimi alti e bassi, periodi di magra e periodi nei quali mi concedo qualche piccolo sfizio, tra momenti più rilassanti e momenti stracolmi di lavoro (sia per la scuola che per le mie passioni).

Voglio sperimentare, voglio vivere, voglio fare il più esperienze possibili! 

E così ho aperto questo blog (che in realtà nasce lo scorso anno, ma che avevo temporaneamente abbandonato); e così, nasce la mia lista di cose da fare prima di morire, la mia lista dei desideri; e così spero di ispirare altre persone a prendere in mano la loro vita e a farne il loro fuoco d’artificio spettacolare.

Peace and Love gente!

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